Arte

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Molti beni architettonici del  passato, resi inagibili dal tempo e dalle varie calamità, sono stati abbattuti per far luogo a nuove costruzioni. E’ quello che è accaduto, nel rione Càrmine, al cinquecentesco Convento dei Carmelitani (presenti a Guaitieri dal 1582 al 1866) e all’antichissima chiesa dell’Itria. Altre costruzioni sono ridotte ormai a ruderi, come la chiesa dell’Annunziata (XIV sec.), nei pressi del Ponte Vecchio, distrutta nel 1880 da una piena del torrente.

Gualtieri (nella parte absidale sono ancora visibili tracce di affreschi), e le antiche chiese dell’Itria e di Sant’Antonio da Padova nella frazione Soccorso. Altre chiese, pur essendo ancora agibili, restano chiuse per la maggior parte dell’anno. E’ il caso della chiesa di San Giuseppe in via San Cataldo e della chiesa della Misericordia nell’omonimo rione (dove sono ancora presenti, tra l’altro, una statuetta della Madonna Bambina e le tele della Madonna della Misericordia, di Sant’Antonio Abate, Sant’Antonio da Padova e dell’Ecce Homo). La Chiesa dell’Assunta (XV secolo) è attualmente in corso di restauro. Unici edefici religiosi aperti al culto tutto l’anno sono la Chiesa Madre di Gualtieri Centro e quella di Soccorso .

La prima, dedicata al patrono San Nicola di Bari e risalente al XVI secolo, sorge sulla piazza centrale del paese, proprio di fronte al nuovo Municipio (1957). Al suo interno, suddiviso in tre navate, si conservano diverse tele di discreto valore artistico risalenti al XVII e al XVIII secolo, un crocifisso in legno (secc. XV – XVI, attribuito alla bottega dei Pilli), un bellissimo coro ligneo del  ‘700, diverse opere in legno intagliato, fra le quali spiccano il pulpito e l’altare maggiore (quest’ultimo indorato dai Doddis nel 1903). Due preziosi paliotti in seta artisticamente ricamati venivano utilizzati fino a qualche anno fa per adornare, nelle occasioni particolarmente solenni, la fronte dell’altare maggiore. Alla scuola del Gagini viene attribuita una statua marmoreadi Santa Caterina d’Alessandria.

II tempio custodisce inoltre quattro pregevoli statue lignee del ‘600 che  rappresentano S. Nicola di BariSan LiberanteSan Filippo d’Agira e l’Addolorata. Molto più recenti sono le statue in cartapesta dell’ Immacolata (1896) e del Sacro Cuore di Gesù (1928). Nella cappella del Crocifisso recentemente sono venuti alla luce alcuni  affreschi. In  piazza  IV Novembre, all’interno della graziosaVilla Comunale, sorge il Monumento aiCaduti,  realizzato da Domenico Borgia nel laboratorio “Pietrasanta” diNew York nel 1924.
La lapide recante i nomi dei caduti della Grande Guerra, originariamente applicata alla facciata della Chiesa Madre, e quella dei caduti del secondo conflitto mondiale sono state collocate nel sito attuale nel 1960. In piazza Carmine, il vecchio palazzo municipale (1921) ospita oggi la biblioteca comunale, la locale Sezione dell’Ufficio di Collocamento e la sede della banda musicale cittadina, costituita prima del 1890. Nella frazione Soccorso posta su un’altura a 210 m s.m.l., s’innalza l’edificio della Chiesa Madre (sec. XVI) dedicata alla Madonna del Soccorso.
Al suo interno, adornato da artistiche decorazioni, sono da ammirare: una tavola della “Madonna del Soccorso” attribuita a Domenico Cardillo (sec XVI), una tela di Andrea Jannelli raffigurante la “Salita al Calvario” (1622), l’altare maggiore (1729) e il pulpito seicentesco, entrambi in legno dorato, una tela della Madonna dell’Itria, proveniente dall’omonima chiesa, e tanti altri tesori d’arte che meriterebbero l’inserimento in un circuito di fruizione culturale. Nelle grandi occasioni l’altare maggiore viene addobbato con un prezioso paliotto in lamina d’argento. L’originaria volta della chiesa, con artistici affreschi, è crollata negli anni ’50. Quella attuale è rivestita da semplici intonaci. A Sicaminò (287 m s.l.m.), dove si respira ancora la magica atmosfera incantata dell’antico borgo medievale e che i gualtieresi chiamano “u feu” (il feudo), il visitatore può ammirare il palazzo baronale degli Avarna (XIX sec.), rimaneggiato in stile neogotico agli inizi del ‘900 e parzialmente danneggiato da un incendio sviluppatesi il 23 gennaio 1981.
La cappella baronale, edificata nel 1896, viene aperta solo ad anni alterni, per la festa della Madonna delle Grazie. Sarebbe auspicabile una rivalutazione delle caratteristiche abitazioni coloniche, oggi abbandonate, e delle strutture agricole esistenti, per dare al borgo una destinazione agrituristica.