Arte

Data:
01 Marzo 2019
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Il Comune di Gualtieri Sicaminó è un Ente ricco di storia, tradizioni e beni artistici.

Dei numerosi beni architettonici del passato, alcuni sono resi inagibili dal tempo e dalle varie calamità, altri recuperati e restaurati, altri ancora nel corso dei secoli sono stati abbattuti per far luogo a nuove costruzioni.

E’ quello che è accaduto, nel rione Carmine, al cinquecentesco Convento dei Carmelitani (presenti a Gualtieri dal 1582 al 1866) e all’antichissima chiesa dell’Itria. 

La Chiesa Annunziata, nei pressi del magnifico Ponte Vecchio, è stata restaurata ed è attualmente adibita a Centro Culturale Comunale, ove si organizzano mostre ed eventi culturali di notevole richiamo turistico.

I lavori di restauro hanno riportato alla luce affreschi di pregevole fattura nella parte absidale, un pavimento originario a più di un metro di profondità dall’attuale livello, altari e capitelli antichi di grande pregio architettonico.

Altre chiese, pur essendo ancora agibili, restano chiuse per la maggior parte dell’anno.

È il caso della Chiesa di San Giuseppe in via San Cataldo e della Chiesa della Misericordia nell’omonimo rione (dove sono ancora presenti, tra l’altro, una statuetta della Madonna Bambina e le tele della Madonna della Misericordia, di Sant’Antonio Abate, Sant’Antonio da Padova e dell’Ecce Homo).

La Chiesa dell’Assunta (XV secolo) è stata restaurata e si caratterizza per la sua bellissima torre campanaria e per diversi tesori artistici al suo interno.

Unici edifici religiosi aperti al culto tutto l’anno sono la Chiesa Madre di Gualtieri Centro e quella della frazione Soccorso.

La prima, dedicata al patrono San Nicola di Bari e risalente al XVI secolo, sorge sulla piazza centrale del paese, proprio di fronte al Palazzo Comunale (1957).

Al suo interno, suddiviso in tre navate, si conservano diverse tele di discreto valore artistico risalenti al XVII e al XVIII secolo, un crocifisso ligneo (secolo XV-XVI) attribuito alla bottega dei Pilli, un pregevole coro ligneo del ‘700, diverse opere in legno intagliato, fra le quali spiccano il pulpito recentemente restaurato e l’altare maggiore (quest’ultimo indorato dai Doddis nel 1903).

Due preziosi paliotti in seta artisticamente ricamati venivano utilizzati fino a qualche anno fa per adornare, nelle occasioni particolarmente solenni, la fronte dell’altare maggiore.

Alla scuola del Gagini viene attribuita la statua marmorea di Santa Caterina d’Alessandria.

II tempio custodisce inoltre quattro pregevoli statue lignee del ‘600 che rappresentano S. Nicola di Bari, San Liberante, San Filippo d’Agira e l’Addolorata.

Molto più recenti sono le statue in cartapesta dell’Immacolata (1896) e del Sacro Cuore di Gesù (1928). Nella cappella del Crocifisso in seguito ad un recente restauro sono venuti alla luce alcuni affreschi.

In piazza IV Novembre, all’interno della graziosa Villa Comunale (considerata importante punto di ritrovo e di socialità per la comunità ed anche per avventori e turisti) sorge il Monumento ai Caduti, realizzato da Domenico Borgia nel laboratorio “Pietrasanta” di New York nel 1924.

La lapide recante i nomi dei caduti della Grande Guerra, originariamente applicata alla facciata della Chiesa Madre, e quella dei caduti del secondo conflitto mondiale, sono state collocate nel sito attuale nel 1960.

In piazza Carmine, il vecchio palazzo municipale (1921) ospita la sede della banda musicale cittadina, costituita prima del 1890 nonché una palestra e una saletta per attività ludico-ricreative.

Sempre a Gualtieri Centro è situato il Museo delle Attività Contadine dotato di locali per una mostra permanente, di spazi per mostre temporanee e di una sala convegni attrezzata.

Nella frazione Soccorso posta su un’altura a 210 metri sul livello del mare, s’innalza l’edificio della Chiesa Madre (sec. XVI) dedicata alla Madonna del Perpetuo Soccorso.

Al suo interno, adornato da artistiche decorazioni, sono da ammirare: una tavola della “Madonna del Soccorso” attribuita a Domenico Cardillo (sec XVI), una tela di Andrea Jannelli raffigurante la “Salita al Calvario” (1622), l’altare maggiore (1729) e il pulpito seicentesco, entrambi in legno dorato, una tela della Madonna dell’Itria, proveniente dall’omonima chiesa, e tanti altri tesori d’arte che meritano l’inserimento in un circuito di fruizione culturale.

Nelle grandi occasioni l’altare maggiore viene addobbato con un prezioso paliotto in lamina d’argento.

L’originaria volta della chiesa, con artistici affreschi, è crollata negli anni ’50, quella attuale è rivestita da semplici intonaci.

Nella frazione Sicaminò (287 m s.l.m.), dove si respira ancora la magica atmosfera incantata dell’antico borgo medievale e che i gualtieresi chiamano “u feu” (il feudo), il visitatore può ammirare il palazzo baronale degli Avarna (XIX sec.), rimaneggiato in stile neogotico agli inizi del ‘900 e parzialmente danneggiato da un incendio sviluppatesi il 23 gennaio 1981. Nella frazione Sicaminó sono attualmente in corso lavori per lo sviluppo culturale, turistico e ricettivo del Borgo.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 01 Luglio 2021